E COME SI SUOL DIRE… “CURNUTI E MAZZIATI”

melchionna e arbitro

Non c’è espressione più indicata di “curnuti e mazziati”, quando si vuol affermare che oltre al danno va ad aggiungersi anche la beffa. E si sposa proprio bene con quanto accaduto domenica con il Pro Cisterna e successivamente ieri con i conseguenti provvedimenti del Giudice Sportivo. Già tutti erano neri per l’arbitraggio non esemplare, per usare un eufemismo del Sig. Mattera di Roma 1. A quest’ultimo saranno tornati alla mente i fantasmi del 5 novembre 2011. Allora, si giocava Montefiascone-Rieti finito 0-1 per gli ospiti ma con i padroni di casa letteralmente inviperiti per le varie decisioni arbitrali a loro dire sfavorevoli. Tornando alla gara di domenica al Perrone, l’arbitro espellendo De Lorenzo con una decisione a sorpresa, affrettata e poco avveduta al 42° del primo tempo in pratica favoriva in maniera netta l’avversario. Il fischietto romano aveva optato per un fallo di simulazione da parte dell’attaccante biancorosso quando già dal campo ed anche dagli spalti, si era capito che un contatto c’era stato. E poi sono arrivate le immagini a mostrare che se non rigore, nemmeno però si poteva parlare di simulazione. E quindi addirittura tirare fuori il secondo cartellino giallo dopo dieci minuti. Certo il calciatore poi sentendosi penalizzato dal provvedimento arbitrale aveva vivacemente protestato, anche nei confronti di un assistente di gara. Il risultato? A De Lorenzo sono state comminate ben tre giornate di squalifica. Senz’altro troppe. E pensare che il Pro Cisterna, che per carità ha disputato la sua onesta partita, ha fatto quello che doveva fare, si è trovato quest’anno per la seconda volta a beneficiare di una simile decisione arbitrale, sempre dello stesso direttore di gara. Lo scorso dicembre, in campo Pro Cisterna e Lariano, sull’1-1 al 35° della ripresa l’arbitro sanzionò con un secondo cartellino giallo Ciocciolini del Lariano. Ospiti in dieci e biancocelesti che ne approfittarono subito per portarsi in vantaggio e quindi poi vincere la partita. E poi, consentiteci di parlare brevemente anche dei 200 euro di multa comminati alla Polisportiva Gaeta per offese del pubblico alla terna arbitrale. Ma insomma, da sempre i tifosi esprimono il loro dissenso, anche in maniera piuttosto colorita nei confronti di arbitro e guardalinee. E’ sempre esistito , dalla nascita del calcio e sempre accadrà. In effetti, lo si sa, non è che in curva o in tribuna si possa andare alla ricerca di raffinatezza, eleganza o espressioni da gentlemen. Eravamo bambini allo stadio, addirittura c’era, a volte lo si sente ancora, qualche tifoso che dagli spalti, in preda al nervosismo, alla rabbia per una decisione arbitrale non condivisa, “segnalava” allo stesso direttore di gara cosa stesse facendo la consorte o la fidanzata proprio mentre lui dirigeva l’incontro. Consentiteci ora di chiederci: dalla tribuna è stato fatto lancio di oggetti in campo? O magari di pedardi? I tifosi si sono resi protagonisti di cori razzisti? E’ stato esposto forse uno striscione inneggiante alla violenza o sono volati sputi? Niente di tutto questo, il giudice sportivo fa riferimento a offese dei tifosi. Mah ! Crediamo fermamente che scrivendo queste cose, si possa avviare una riflessione, anche e soprattutto da parte del Presidente del Comitato Regionale del Lazio Melchiorre Zarelli, persona molto competente e sensibile. Privare, seppur di 200 euro una società, soprattutto in un momento di crisi economica quale quello che stiamo attraversando e perdipiù per non aver commesso nulla di grave, anzi diciamo nulla, è ingiusto. La Polisportiva Gaeta , che pur tra mille difficoltà economiche sta con sacrifici vari portando avanti la stagione calcistica, spostandosi sui campi limitrofi è costretta a registrare incassi modestissimi, non potendo contare su una certa presenza di sostenitori, data la non omologazione del Riciniello. E se a questo aggiungiamo anche il contributo per l’assistenza versato all’incaricato locale (custode)della struttura ospitante…Dunque, uno stop a sanzioni pecuniarie immotivate è quanto di più auspicabile per il futuro. Per il bene di tutti.