ESCLUSIVO/ RICORDO DI DUE CAMPIONI A CENTO ANNI DALLA LORO NASCITA di Flavio Riciniello

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L’autunno  in corso ci  propone il centenario della nascita di Silvio Piola  (nato a Robbio – Vercelli il 29 /9/ 1913 ) e Antonio Riciniello ( nato a Gaeta – Latina il 9/10/1913) , due grandi persone che avevano in comune alcuni tratti caratteristici quali la mitezza, la signorilità, la riservatezza, il senso della famiglia e la grande passione della loro vita : il calcio. Ho sentito parlare di Piola da mamma , fin da piccolo,  quando mi raccontava dei trascorsi sportivi di papà in quel di Roma , di Castellammare di Stabia, oltre che a Gaeta . Quante volte  ho sfogliato i pochi  articoli di giornale  salvati dal periodo bellico e più ancora le foto scattate sui campi di calcio costruendomi la memoria personalissima di mio padre, integrata con gli aneddoti via via appresi nel corso degli anni da amici , conoscenti e suoi compagni di gioco. Non avevo ovviamente percepito chi fosse Silvio Piola, ma una volta adolescente , ho realizzato che occupava ed occupa  un posto tra  i più grandi giocatori di calcio di tutti i tempi  . E sempre mamma, mi raccontava di averlo conosciuto e incontrato più volte con papà , nel periodo che va dall’autunno del 1940 all’estate del 1943 , quando la Lazio e l’Ala Littoria si allenavano sullo stesso campo di Roma Montesacro, fino a che gli eventi bellici non sconvolsero la vita di tutti i giorni e quindi anche i campionati di calcio.

Il 4 ottobre scorso ho avuto la fortuna di poter visitare , in compagnia del grande Peppino Nuoto, la mostra fotografica organizzata nel Salone della Tribuna Autorità dello stadio Olimpico per ricordare Silvio Piola. Hanno presenziato all’inaugurazione il presidente della FIGC Giancarlo Abete, il presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, l’assessore allo Sport del Comune di Roma Luca Pancani e Paola Piola figlia del grande Silvio. Prima che arrivassero le varie personalità ,abbiamo avuto la possibilità di parlarle e Peppino ha ricordato, quando militava nella Lucchese ,di aver giocato contro Piola nel campionato 1951-52  . Ho immediatamente  condiviso con la sig.ra  Paola quanto avevo appreso dalla viva voce di mia mamma  , in particolare degli incontri  del dopo allenamento tra Silvio Piola, i miei genitori e altre persone  e le ho fatto dono di una copia delle foto in mio possesso  che ritraevano Silvio Piola e Antonio Riciniello sul campo. E’ stata per me una intensa emozione l’aver potuto ricordare  con la sig.ra Paola fatti avvenuti ancor prima che nascessimo  e per aver ricevuto da lei una personalissima dedica sulla prima pagina del volume “Silvio Piola Il senso del gol “( di Lorenzo Proverbio con la collaborazione di Paola Piola).

Questo evento e quelli precedenti organizzati a ricordo di Antonio Riciniello (tra gli ultimi il Memorial del 2010 con mostra documentale e convegno, presentazione del 1° volume”Gaeta e il calcio” )  mi hanno fatto apprezzare ancora una volta di  più il lavoro , talvolta oscuro,  di dirigenti , sostenitori ed  appassionati   che hanno concorso nel passato e continuano con caparbietà a  mantenere vitale  lo sport del calcio a Gaeta . Ma soprattutto  vorrei sottolineare il costante impegno di tutti nel conservare ed arricchire la memoria collettiva di quello che è stato Antonio Riciniello per il calcio dentro e fuori il campo sportivo : i ricordi personali dei singoli individui acquistano una straordinaria valenza solo se confluiscono nella memoria collettiva di tutta una comunità  e diventano patrimonio di tutti ,soprattutto a beneficio delle generazioni future . La memoria collettiva si tramanda: come testimonia il cronista che , in preparazione dl Memorial Antonio Riciniello del 2010, va alla ricerca delle tracce del passaggio a Castellammare di Stabia e trova persone che dopo oltre 65 anni ancora ricordano l’amichevole con la Juventus di Piola . E infine la memoria collettiva di atleti simbolo significa :  promozione  ed esaltazione dei  valori dello sport ,quei valori che erano un riferimento costante per Antonio al quale, durante la sua carriera,  nessun arbitro aveva mai avuto motivo  di “comminare” la benché minima ammonizione .

Un saluto cordiale a tutti e  FORZA GAETA !!