MISTER LOMONTE LASCIA PER SOPRAGGIUNTI IMPEGNI LAVORATIVI. UNA NOTA DI RINGRAZIAMENTO DELLA SOCIETA’. LA LETTERA DI COMMIATO DEL GIOVANE TECNICO: “UN ANNO MERAVIGLIOSO, IL GAETA CALCIO E’ UNICO E RESTA NEL MIO CUORE”

lomo jay

L’anno scorso ha guidato per alcuni mesi la Juniores Nazionale biancorossa, quest’anno ha allenato la Juniores Regionale e ricoperto l’incarico di secondo allenatore della squadra di Eccellenza. Parliamo di Donato Lomonte, che qualche giorno fa ha comunicato alla dirigenza gaetana  l’impossibilità, per motivi di lavoro, di continuare a collaborare con il sodalizio di via Marina. E proprio stamattina a riguardo sono pervenute al Sito Ufficiale una breve nota della Società ed una lettera aperta di saluto di Lomonte che pubblichiamo integralmente.

“La Società preso atto dei sopraggiunti impegni di lavoro del sig. Lomonte, al quale proprio alcuni giorni fa era stata rinnovata la fiducia con l’assegnazione dell’incarico di primo assistente  dell’allenatore Melchionna, saluta con stima lo stesso tecnico esprimendo nei suoi confronti sentimenti di affetto e di profonda gratitudine. A mister Donato, persona distinta e  preparata,che ha sempre affrontato il suo impegno in maniera seria e professionale, un vivo ringraziamento per il prezioso, proficuo e passionale lavoro svolto a favore della Polisportiva Gaeta, unitamente all’augurio di future soddisfazioni lavorative.”

Polisportiva Gaeta

 

                LETTERA DI SALUTO DI MISTER LOMONTE

“Credo sia sempre difficile scrivere una lettera nel momento in cui si va via. Credo sia difficile ed in generale non amo questo modo di comunicare che invece a Gaeta, va tanto di moda.

Lo faccio però spinto da una sincera e sentita voglia di ringraziare tante persone con cui ho condiviso una splendida avventura.

Approfitto di questa possibilità che ho per fare un breve ex cursus di quest’anno e mezzo.

Quando sono arrivato a Gaeta per allenare la Juniores Nazionale  (chiamato da Francesco Sorgente, che ringrazio per la possibilità lavorativa che mi diede), mancavano cinque partite al termine del Campionato. Ed io mi ritrovai un gruppo di sei, sette ragazzi, che si allenavano da soli, spesso dalle 20 alle 21.30, e praticamente calciando in porta per circa un’ora e mezza.

Sapevo di una società inesistente, con grandi difficoltà a gestire la prima squadra, figuriamoci la Juniores, che aveva difficoltà persino ad arrivare sui campi. Grazie alla determinazione di questi ragazzi e grazie sicuramente all’impegno di alcuni genitori, siamo riusciti a concludere in maniera dignitosa il campionato Nazionale, riuscendo a toglierci anche qualche bella soddisfazione nelle ultime gare.

In quel periodo, spesso, mi fermavo a guardare gli allenamenti della prima squadra, e  mi chiedevo come mai, quei giocatori, ai margini della classifica, non pagati da mesi, che praticamente non sapevano nemmeno chi fosse il loro Presidente, e che avevano problemi di case, di cibo,e di trasporti,  non decidessero di mollare tutto e di tornare dalle loro famiglie, ma si allenassero sempre a tutta fino all’ultimo minuto di ogni allenamento. Rimanevo affascinato da quell’impegno  che avevo visto in altre squadre che conducevano campionati tranquilli o che  lottavano per vincere, ma che mi sembrava totalmente  dissordante da quella situazione.  

Poi durante uno di questi allenamenti ho conosciuto Mister Felice Melchionna, ed allora ho avuto tutte le risposte.

Risposte che sono le stesse del perché esiste ancora il Gaeta Calcio.

Esiste grazie alla caparbietà di un allenatore, alla volontà di non mollare, alla determinazione, alla voglia di rimettersi in discussione dopo una retrocessione, e permettetemi di dirlo, grazie anche al sostegno del sottoscritto e quello di Mister Antonucci, che in quei mesi di Giugno, e  Luglio, furono gli unici a non far mancare mai il proprio appoggio (ricordo giornate in cui si doveva fallire, il giorno dopo forse c’era lo spiraglio,  quello successivo eravamo tutti a casa, ed in questa situazione di totale incertezza noi continuavamo a far stages, campus, addirittura preparavamo il ritiro, credendoci sempre, sempre!)

Finchè non arrivò la notizia, di una nuova Società che forse avrebbe salvato il Gaeta. E qui, entrò in gioco la famiglia Belalba.  Una famiglia che si e’ esposta per pagare pendenze che non riguardavano assolutamente loro, che ha quest’anno  risarcito debitori che nemmeno conosceva e per servizi di cui non ha mai usufruito. Una famiglia quest’anno sempre presente, al nostro fianco, che ci ha messo e continua a metterci soldi, anima e passione.

Una famiglia che in un qualsiasi altro luogo d’Italia,  verrebbe osannata, e camminerebbe per strada gonfia di  riconoscenza e gratitudine, e che invece qui, per ragioni che continuano a sfuggirmi, viene spesso e volentieri criticata e denigrata.

E’ stato un anno difficilissimo come normale che sia per una società al primo anno di vita, ma e’ stato un anno meraviglioso, che ha portato dei risultati molto più grandi ed importanti di quelli che possono  leggersi semplicemente guardando delle classifiche sui giornali (seppur ottime).

Risultati di un anno in cui hanno giocato tantissimi ragazzi, in cui c’e’ stato un attaccamento da parte di tutti ad un progetto che ancora va avanti,  un anno dove si e’ cementificato un rapporto che praticamente non esisteva.  In cui il Sabato se ti giravi a guardar gli spalti, i “grandi” della squadra, erano i primi tifosi dei “ragazzi”, e la Domenica le parti si invertivano. Un anno in cui ci si e’ allenati sempre tutti insieme, con la massima voglia, ed in cui hanno debuttato in prima squadra una cifra incredibile di Juniores, e anche di allievi. Tutti del posto.

Un anno in cui Presidente, Mister e DS erano sempre presenti in casa e fuori, a vedere giocare la Juniores. In cui ragazzi hanno giocato un Campionato  anche quattro anni sottoetà, dimostrando su ogni campo il loro valore, e misurandosi con avversari più grandi e formati,  affrontando le  avversità, con determinazione, voglia di fare, e di mettersi in mostra…. in una sola parola, crescendo! Questi sono i VERI risultati, di cui andar fieri, soprattutto conoscendo la situazione  descritta su, quello da cui si partiva.  Qualcuno obietterà che qualche ragazzo si è perso durante il corso dell’anno, ma in quei casi, sicuramente dolorosi per tutti noi, ci sono stati errori e mancanze che ahimè i diretti interessati ben conoscono.

Dopo questa doverosa premessa, comincio i ringraziamenti.

Ringrazio in primis il Mister, dicendomi semplicemente ORGOGLIOSO di essere stato un suo umile collaboratore  e spero davvero che questo sia un “Arrivederci”.  Ringrazio tutti i ragazzi che ho citato su , quelli della Juniores, gli Allievi, e quelli  della prima squadra, con cui si sono creati rapporti magnifici, e a cui faccio un immenso in bocca al lupo per tutto, calcio, ed altro.

Ringrazio il presidente Mario Belalba, sua figlia Vicky e la moglie Anna, esortandoli a continuare sempre con questo impegno. Si può , anzi, si deve anche sbagliare, ma c’e’ una cosa inoppugnabile, Voi avete salvato il calcio a Gaeta, e questo, nessuna lettera, e nessuna chiacchiera di paese potrà mai cancellarlo.

Ringrazio Mister Antonucci, che e’ stato per me per più di un anno fonte incessante di sapere  ed un rifugio dove ho sempre trovato il giusto consiglio. Ringrazio il DS Antonio Mazzara, persona vera, trasparente, sempre presente, e che spesso ha risolto semplicemente con un sorriso momenti difficili. Ringrazio Nino Arena, in molti casi il suo aiuto e’ stato determinante, e questo gli fa tantissimo onore, essendo lui, a mio giudizio, il vero motore della PGS Don Bosco.

Ringrazio Mino Monaco e Francesco Grasso, persone che mi sono sempre ritrovato in ogni momento, di gioia ma anche in quelli di critiche e di avversità e che reputo per questo dei  veri amici.   Saluto i colleghi Mollo e Di Gregorio, compagni di viaggio, il magazziniere Magliozzi,  il responsabile della Comunicazione  Roberto D’Angelis, Romina Mazzara, Lucia, Angelo Mantoan, ed  infine gli Ultras ( che per mia  forma mentis reputo gli unici VERI TIFOSI di questa squadra!).

 

Arrivederci a tutti e Forza Gaeta!”